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All'ennesimo voto di fiducia, per poi liberare deputati e
senatori fino alla ripresa di settembre, il governo Prodi ha tenuto per
l'ennesima volta.
Esattamente come un anno fa continua a mantenere lo stesso margine di
vantaggio, quel margine che fino a oggi ha dimostrato che sembra
proprio confermata la diagnosi iniziale: ogni muro contro muro rafforza
la sua tenuta, ogni tentativo di spallata della Cdl rende
"inattaccabile" la fortezza del premier.
Ieri
e' anche arrivata la firma - con riserva - di Epifani al protocollo sul
welfare. Per la verita' non e' una firma ma una lettera che il
segretario della Cgil prega il premier di considerare come tale, e che
nulla chiarisce sull'autunno. Ieri i soddisfatti senatori della
sinistra massimalista - a partire da Manuela Palermi - insistevano
proprio sull'autunno, perche' se non verra' cambiato almeno qualcosa di
quel protocollo i problemi torneranno a galla. Erano soddisfatti anche
per la lettera al "popolo della sinistra" che il premier ha invitato
ieri, una lettera in cui Prodi, quasi fosse il leader dell'opposizione,
dice anche di auspicare una mobilitazione, definisce le istanze della
sinistra della coalizione come "popolari", e quasi dice: manifestate
pure, ma ricordate che questo governo merita fiducia. In preparazione
ci sono iniziative multiformi, con giornali di riferimento Il Manifesto
e Liberazione, sabati gia' prenotati, consultazioni tra i lavoratori,
giornate contro il precariato e per le pensioni.
Il governo
punta a inserirsi nelle contraddizioni tra le sigle sindacali, perche'
se Epifani e' minacciato dall'opposizione interna e deve pensare bene a
ogni passo che fa, il leader della Cisl Bonanni ha ieri incontrato
Pierferdinando Casini. In una dichiarazione del leader dell'Udc
raccolta subito dopo l'incontro in un Tg Rai, ma non contestualizzata,
invece di parlare come esponente della opposizione, Casini diceva "noi
e la Cisl", quasi dando l'idea di una alleanza di nuovo conio in
preparazione per l'autunno. Nel confronto con gli altri sindacati
quello di Bonanni si e' piu' speso per chiudere un accordo, non solo
sulle pensioni ma anche sui ritocchi alla Biagi. È noto che le
modifiche non bastano a Cgil, Pdci e Prc, e che - in particolare sulla
questione dei contratti di lavoro a tempo determinato, che il
protocollo non cancella sic et simpliciter come aveva promesso di fare
l'Unione nel suo programma - su questo si consumera' lo scontro
autunnale. È noto anche pero' che se i voti dell'Udc non bastano a
sostituire i 150 della sinistra massimalista, come ha fatto notare ieri
qualcuno, possono aiutare a costruire un fronte piu' composito che
potrebbe anche reggere. E un voto trasversale su un tema sensibile come
il lavoro potrebbe davvero essere devastante per Prodi e la sua tenuta.
Se si aggiunge a questo l'allarme lanciato oggi da Anna Finocchiaro,
che ricorda al governo i limiti nella "gestione politica" dei momenti
difficili, e le mancanze del governo, il quadro e' ancora piu' chiaro.
L'autunno non sara' noioso.
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