L'aula del Senato ha dato il via libero all'articolo 8 bis che taglia il numero dei ministri a partire dal prossimo governo. I sì sono stati 160, i no 155. La norma prevede un limite massimo di 12 ministri e un tetto di 60 componenti per l'intera compagine governativa (tra ministri, viceministri e sottosegretari). La norma entrerà in vigore a partire dal prossimo esecutivo.
L'Unione ha votato a favore compresa l'Udeur ("per disciplina di coalizione" ha detto il capogruppo Barbato) e Clemente Mastella che poco prima invece aveva espresso la sua contrarietà all'articolo in questione. E' quanto è risultato chiaramente dal tabellone che registra il voto dei senatori seduti al banco del governo. Ha detto "no" invece l'opposizione, compresa la Lega (che invece aveva votato a favore in commissione Bilancio).
Poco prima il ministro della Giustizia Mastella aveva annunciato il suo voto contrario. "E' assurdo - aveva detto - che la legge finanziaria esamini i problemi che attengono alla struttura del governo".
"Ho votato a favore per spirito di coalizione - ha spiegato poi - E per non dare fuori l'impressione che volessi difendere la mia poltrona. Il numero sovrabbondante del governo non è accettabile, lo so. Ma una norma del genere non si puo' mettere in Finanziaria, è anticostituzionale".
Sì al taglio dei compensi
Il Senato ha approvato anche l'articolo 9 della legge finanziaria che riguarda il contenimento dei compensi ai commissari straordinari di governo. La riduzione è del 20 per cento a decorrere dal primo gennaio 2008.
L'apertura dell'Udc
Per il segretario Lorenzo Cesa "la riforma elettorale deve essere seria, deve garantire governabilità al Paese, maggioranze che si basino su accordi politici e non su numeri e che ridia al cittadino la possibilità di scegliersi il parlamentare". Cesa aspetta "da questa maggioranza una proposta seria, definitiva". Se la proposta arrivasse, i centristi sarebbero "immediatamente, come sempre, pronti al dialogo". Insomma, l'auspicio è che "questa maggioranza prenda coscienza della drammaticità della situazione e ci faccia una proposta concreta". Anche sulla possibilità di convergenze sulle riforme istituzionali, nonostante il 'no' ribadito da Silvio Berlusconi, "dalla prossima settimana siamo disponibili - dice Cesa - al dialogo punto per punto, nel merito, per valutare quello che è positivo e quello che non lo è".
A proposito della tenuta della maggioranza sulla Finanziaria al Senato, il segretario dell'Udc chiosa: "Noi non abbiamo mai creduto e non crediamo nelle spallate, ma la spallata vera la stanno avendo i cittadini italiani, perche' questo governo non sta dando risposte al Paese" in quanto "con la manovra in discussione "aumenta la pressione fiscale. L'unica risposta che in questa Finanziaria si è data è stata alle richieste dei vari partiti di questa maggioranza. E questo non è positivo per l'Italia".
La polemica con la Lega Nord
"Prendiamo atto che oggi, alla prima votazione su un emendamento fondamentale a firma Calderoli, alcuni esponenti dell'opposizione a causa della loro assenza dall'Aula, hanno salvato il governo Prodi", denunciano in una nota i senatori della Lega.
"Si trattava - spiegano i parlamentari - dell'emendamento che riduceva dal primo gennaio prossimo il numero dei ministri, viceministri e sottosegretari, portandolo a 50 unità". La Lega elenca anche i nomi dei senatori assenti: Rocco Buttiglione, Calogero Mannino, Antonio De Poli e Lorenzo Poli dell'Udc e Mauro Cutrufo della Dca.
"Il risultato del voto - sottolineano i senatori del Carroccio - è stato 150 favorevoli, 152 contrari, 2 astenuti (voto che vale contrario). Pertanto - conclude la nota della Lega - l'assenza dei senatori della Cdl è stata fatale per la bocciatura dell'emendamento che avrebbe posto fine al governo Prodi col nuovo anno".
"C'era una riunione tra me e i senatori - è la risposta di Cesa (Udc) e siamo arrivati con un minuto di ritardo. La Lega pensi a se stessa, noi con coerenza da un anno e mezzo stiamo battagliando per mandare a casa questo governo, lo stiamo facendo nelle sedi opportune, non abbiamo mai annunciato spallate ma stiamo facendo battaglie vere in Parlamento da un anno.