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Pubblichiamo la lettera del signor Giuseppe Marino con la quale confuta le argomentazioni del signor Pier Luigi Cosenza, inviateci con un suo scritto, sulla funzionalità e prospettive, negli anni a venire, dell’aeroporto Vincenzo Bellini di Catania. E’ un confronto d’idee necessario e utile in democrazia che apprezziamo e stimoliamo. Nessuno può avere la presunzione di avere le verità in tasca in un settore che subisce evoluzioni rapidissime e affronta nuove esigenze tecnologiche e strutturali, per garantire efficienza e sicurezza a milioni di passeggeri. Peraltro, fenomeno in continuo incremento, non solo a Catania ma in tutti gli scali del Mondo. .......leggi tutto
Ogni analisi prospettica non deve trascurare l’ipotesi che nel prossimo decennio, il trasporto aereo civile potrebbe passare a decollo e atterraggio verticale, in atto solo installato negli aerei militari. Ciò risolverebbe l’esigenza di avere grandi spazi da utilizzare per un numero di piste direttamente proporzionali alla crescita esponenziale del traffico passeggeri e merci. La nostra aspettativa di catanesi, siamo certi, in particolare dei nostri due interlocutori che hanno voluto esprimere il loro pensiero, nelle pagine del nostro giornale, è quella di avere il migliore scalo aeroportuale d’Europa. Impegniamoci, dunque, affinché l’interesse di migliorare tutti i settori dei nostri servizi pubblici sia sempre costante e coinvolgente con spirito di massima colaborazione, rifiutando sterili polemiche che sono la negazione di qualsiasi idea costruttiva a vantaggio del bene comune. Aldo Canuto.
Di seguito la lettera del signor Giuseppe Marino
"Egregio direttore, mi chiamo Giuseppe Marino e sono uno studente di Lettere della Sapienza di Roma. Catanese. Desidero scriverle a seguito di quanto il suo quotidiano online "cataniaomnia" scrive da qualche tempo in merito alla questione dell'aeroporto di Fontanarossa a Catania. Leggendo questi articoli ho la sensazione che, più che trattarsi di "Musumeci con la fissazione dell'aeroporto" si tratta di "Qualcuno con la fissazione di Musumeci". Si, perchè a dir la verità già nell'articolo pubblicato qualche settimana fa dal suo quotidiano si evinceva una forte carenza di argomentazioni.
In parole povere si faceva notare che quanto diceva (e dice) Musumeci sulla situazione di Fontanarossa era falso e privo di fondamento, poichè, secondo quanto riferito da autorevoli agenzie che si occupano di rilevare il traffico di passeggeri di un aeroporto, Fontanarossa va a gonfie vele e anzi, è destinata a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel panorama di trasporto aereo in Europa. Ho trovato strano che lei, direttore, potesse aver preso un abbaglio del genere. Del resto è fin troppo evidende che di un abbaglio si tratta; primo perchè nelle parole di Musumeci non c'è alcun riferimento al fatto che il traffico passeggeri di Fontanarossa sia destinato ad aumentare, anzi, il suo è un allarme che parte proprio da questa consapevolezza, e quindi non riesco a percepire dove le argomentazioni contrastino.
E poi perchè basterebbe frequentare l'aeroporto di Fontanarossa anche solo una volta l'anno (come sono sicuro che anche lei farà), per capire che è uno scalo destinato ad essere, ripeto..."destinato ad essere" (appunto perchè sempre più di maggiore importanza) INADEGUATO. Sono sicuro che lei, così come il giornalista che ha scritto l'articolo del 6 Febbraio e il signor Cosenza, che tanto si affretta ad aprire la campagna elettorale per le comunali del 2013, avete visto scali aeroportuali come Roma (il Da Vinci), Milano (Linate o Malpensa), senza necessariamente citare Londra, Berlino, Madrid o altri scali notoriamente importanti. Ebbene, prendendo ad esempio Roma, se lei si concede qualche minuto di riposo lungo le vetrate che si affacciano sull'area di parcheggio degli aeromobili noterà certamente qualche differenza con la sia pur bella, amata e soleggiata area di parcheggio dell'aeroporto catanese.
Per carità, per differenza non mi riferisco certo ai tipi di aerei che vi sostano, al numero di compagnie che si possono trovare, al numero di destinazioni; del resto stiamo parlando del più grande aeroporto italiano ed uno dei più importanti del mondo. Quello di Roma non vuole essere un termine di paragone, ma un modo per capire di cosa ha bisogno un aeroporto che aspira a diventare un punto di riferimento assoluto per tutto il sud Europa. Per differenza, quindi, mi limito a indicare l'ampiezza delle aree di parcheggio, la grandezza delle aree destinate ai servizi aeroportuali (quindi transito bagagli, pullman, aree di sosta passeggeri, hangar per l'assistenza tecnica agli aeromobili, etc...etc..etc..) e soprattutto DEL NUMERO DI PISTE sulle quali gestire il traffico dell'aerostazione. Si perchè purtroppo, di che ne dica il signor Cosenza, affinchè un aeroporto possa gestire un numero "sostanzioso" di voli (sia in partenza che in arrivo) ha bisogno di più di una pista.
Se quanto sto dicendo non è chiaro faccio un esempio sicuramente comprensibile a tutti: è come se una città come Catania avesse una SOLA strada che la collega al resto del mondo. Non una uscita ad est (come può essere la nazionale che conduce alle zone marittime), non una a nord (verso i paesi etnei) e non una a ovest (verso la piana e l'autostrada per Palermo). Converrà con me che avrebbe una grossa difficoltà a gestire i trasporti con una sola strada a disposizione. Ebbene, il vero grande problema dell'aeroporto di Fontanarossa, esposto più volte (ma purtroppo non è mai abbastanza affinchè chi deve fare qualcosa lo faccia!!) DAL Musumeci è questo: poichè l'aeroporto Vincenzo Bellini di Catania è stato concepito e costruito in un'epoca in cui demograficamente la città era diversa, sarebbe bene iniziare a pensare (prima che sia troppo tardi) a un'altra, nuova, più moderna, più attrezzata area e stazione aeroportuale, affinchè la Sicilia tutta, possa usufruire di un aeroporto che abbia i requisiti per metterla in collegamento con tutto il resto del mondo.
A tal proposito mi preme aggiungere che se volessimo tralasciare per un attimo la questione piste e parlare della stazione passeggeri, ebbene perfino la nuova struttura (quella inaugurata qualche anno fa) è già carente. Basterebbe prendere un volo la domenica per vedere che la fila per il passaggio ai Gate parte dalle porte esterne!! Ebbene per quanto ci si possa armare di buona volontà, lo spazio circostante l'attuale aeroporto di Fontarossa è quello e non si può cambiare! Distruggere Librino per creare l'area necessaria mi sembra alquanto eccessivo. Costruire un ponte che parta dalla Cucaracha e che si estenda sul mare dove poter fare atterrare gli aerei più grossi e che quindi necessitano di una pista più lunga, mi pare altrettanto eccessivo e complicato. Indi?? Dove sta l'assurdità nelle parole DEL Musumeci?? Di cosa dovrebbe vergognarsi?? Di aver pensato (quando era presidente della Provincia) ad avviare un tavolo tecnico che prendesse in seria considerazione l'idea di un grande polo aeroportuale in una zona centrale della Sicilia (direi abbastanza lontana dalle bellissime colline del Calatino!!) che potesse intercettare il traffico aereo sempre più intenso verso i paesi africani, greci o spagnoli che siano??? Spero di essere stato esaustivo nella mia argomentazione, e spero che lei, direttore, riservi a questa mail lo stesso trattamento riservato a quella del signor Cosenza. Mi aspetto, quindi, di trovare pubblicato il contenuto di questa mail, affinchè chi legge, possa farsi un'idea traendo le proprie conclusioni dopo aver letto entrambe le considerazioni. Mi permetto di concludere con una citazione... "bisogna cambiare tutto perchè non cambi niente" (G. Tomasi di Lampedusa)" Distinti saluti, Giuseppe Marino
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