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di ALDO CANUTO
Il Premier Mario Monti merita rispetto, elogi, ammirazione per quanto è riuscito a realizzare, con i suoi collaboratori di governo , in questi pochi mesi e l'apprezzamento dei partner europei, in particolare, Sarkozy e la Merkel. Presto sarà elogiato dal Presidente degli Stati Uniti, Obama. E’ riuscito in un’impresa ardua e impossibile, che nessun Governo eletto dal popolo italiano avrebbe mai potuto osare. Togliere dall’ingessatura decennale il Paese, attuando alcune riforme e sottoponendo gli italiani a nuove tasse sull’altare del ribasso dello spread, sembra a oggi missione parzialmente riuscita. Hanno detto e scritto, siamo d’accordo con costoro, che legiferare senza essere condizionati dal consenso elettorale, è certamente più agevole, ma appartiene sicuramente alle democrazie più evolute.
Situazioni di grande emergenza sociale, finanziaria, che hanno costretto già l’Italia a fare ricorso a queste forme anomale di governabilità ma necessarie, nel passato ci sono state. Nel 1993 il governo Ciampi, oggi l’attuale governo tecnico di Monti. Fatta questa premessa, ci permettiamo esprimere una nostra critica, non è la sola, per un’affermazione fatta ieri sera alla trasmissione televisiva Matrix” dal Presidente del Consiglio. Precisiamo, ancora una volta, che l’articolo 18, previsto dalla legge 300, Statuto dei lavoratori, fin dal 1970, cioè quarant’anni addietro, è coinciso con il periodo in cui l’Italia è cresciuta, si è sviluppata in tutti i campi sociali culturali, economici nazionali e internazionali. ............continua
A giudizio del premier Monti, invece,ecco la frase: "l’articolo 18 è stato un danno per il nostro mancato sviluppo”. Arriviamo all’assurdo che, persino, il debito pubblico, paese record per evasione fiscale,causato da sprechi nel costo della politica, apparati statali, ruberie a tutti i livelli, ingenti risorse bruciate nel Mezzogiorno per uno sviluppo mai arrivato, capitali portati all’estero da industriali di altissimo prestigio, come il compianto avv. Gianni Agnelli, sono addebitati alla presenza, nel nostro ordinamento, di una norma, il famigerato “ art. 18” che non blocca nessun licenziamento né individuale, né collettivo, se ha una giusta causa.
Signor Monti ma, veramente, lei ha vissuto in Italia o in tutti questi anni, dal 1994, intanato nel suo appartamento di Bruxelles, per vigilare sulla sorte dell'Europa ? Una generazione è cresciuta sulle spalle, anche chi scrive queste modeste note, di genitori che, grazie al posto fisso, nel pubblico impiego o privato, hanno fatto sì che le Università, i Licei, la Ricerca, non fossero solo appannaggio dei figli dei ricchi, ma anche dei figli della classe media, lavoratrice. Ciò è un dato storico inconfutabile che non può essere smentito dalle sue teorizzazioni cattedratiche filo padronali, neppure dal pianto di “coccodrillo” della signora ministra del lavoro. Il confronto con gli altri paesi occidentali non regge, perché in atto non esiste alcun sostegno economico per i padri disperati licenziati a cinquant’anni, nella impossibilità di trovare altra preoccupazione per sfamare la propria famiglia.
L’idea di rendere l’art. 18 operante solo per i nuovi assunti, significa condannare al precariato l’attuale giovane generazione e le prossime, senza un intervento economico a sostegno, fino alla prossima collocazione lavorativa che, ovviamente, la Confindustria vorrebbe a carico della finanza pubblica. Manca il lavoro per giovani e donne, è un dato, ma ciò è anche responsabilità dello Stato che ha erogato e continua a farlo, finanziamenti a pioggia per molte attività industriali, attraverso contributi e interventi detti “ammortizzatori sociali”. Nello stesso tempo, gli stessi, delocalizzano le loro attività in aree geografiche dove le condizioni di sottosviluppo sociale, offrono manodopera a salari bassissimi e quindi garantiscono profitti industriali impossibili nel nostro Paese. La globalizzazione ha creato questo fenomeno che, sempre più, metterà a rischio il benessere, le condizioni di vita dei popoli europei costretti a perdere i mercati più importanti a vantaggio dei paesi orientali e asiatici. E’ questa la vera crisi che, i grandi soloni di economia, definiscono sistemica, che non ci da crescita e quindi posti di lavoro. Come arginarla, debellarla ? La competenza è dei “grandi” del vecchio continente, Monti, Sankozy ,Merkel e dell’ Unione Europea, se c’è ancora. L’articolo 18 non c’entra proprio nulla, signor Monti!
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