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Pietro Barcellona, nostro illustre concittadino, docente universitatio, personaggio importante della cultura sociale, politica, umanistica siciliana, sul quotidiano locale “La Sicilia”, ci offre, oggi, un’analisi politica, sociologica, economica della situazione italiana, al di fuori del coro appiattito “scodinzolante” dei mas-media nazionali, sull’operato del governo tecnico, targato Monti-Passera..............continua
Prendiamo spunto dalla lettura di quest’articolo, per rendere evidenti alcune amare verità che vengono occultate consapevolmente da certa stampa, per non disturbare il “manovratore”, accolto come il nuovo “Garibaldi” salvatore dell’Italia. Il nostro commento su alcuni passaggi, dello scritto del professor Barcellona, giustamente insignito per scelta del sindaco Stancanelli, della Candelora d’oro, sarà sicuramente lacunoso. Invitiamo, pertanto, i nostri lettori a un eventuale migliore approfondimento attraverso la lettura integrale del testo pubblicato su “La Sicilia”.
Cosa dice, in concreto, Pietro Barcellona ? Prima riflessione: “ Colpisce che solo Bagnasco parli del mondo finanziario come una forma di terrorismo internazionale , mentre intellettuali, economisti e politici si difendono dell’accusa di incapacità dichiarando la loro impotenza a reagire all’offensiva speculativa dei grandi fondi. Che nessuno abbia il coraggio di proporre all’opinione pubblica un’analisi realistica della situazione in cui l’Occidente sta rispondendo alla grande crisi. Nessuno dice che le libertà democratiche sono messe in pericolo anche dall’attuale congiuntura nella quale il governo dei tecnici e la governance economica europea ed internazionale hanno messo sotto scacco le politiche dei vari Paesi e hanno “commissariato” la Grecia e l’Italia”.
Altra considerazione: " Monti ha dichiarato pubblicamente nel Parlamento e nelle frequenti interviste, che il suo ruolo è di tirare fuori l’Italia dal rischio del tracollo fallimentare. Sarebbe opportuno fare un approfondimento per capire migliore cosa sia stato fatto da questo governo. A prescindere dalla discussione sul merito della prima manovra e dell’ultimo decreto sulle liberazioni, ciò che appare a prima vista è che nessuno dei provvedimenti adottati è in grado di rispondere alla drammatica disoccupazione giovanile e al disegno politico e morale dell’intero Paese. Non si capisce come una crisi epocale che ci avrebbe condotto al baratro del fallimento possa essere contenuta nei suoi effetti più drammatici attraverso una manovra che si limita a fare cassa utilizzando strumenti di prelievo fiscale sui ceti deboli e di un ventaglio di liberalizzazioni che com’è stato scritto da alcuni rappresentanti di categoria, servirà soltanto a trasformare un povero intero in due mezzi poveri."
Continua: "Mi sembra francamente ridicolo pensare che un aumento delle licenze dei tassisti e aperture di farmacie, possa produrre occupazione, abbassare le tariffe”. Altro punto: “Siamo stati ossessionati dai giudizi pesanti delle agenzie di rating e dalla difficoltà crescente di collocare i nostri titoli del debito pubblico a un tasso d’interesse che non fosse quasi usuraio. La borsa e lo spread sono stati l’incubo delle notti italiane e la paura dell’insolvenza del Paese ha frastornato la mente di milioni di cittadini italiani. Oggi Monti e Draghi dichiarano che le agenzie di rating non sono credibili e che la speculazione finanziaria sarà vittoriosamente contrastata da pareggio di bilancio imposto agli Stati dell’Unione Europea”.
E ancora: “…se siamo immersi nella recessione come si fa a dire che le misure del governo e quelle imposte dalla Comunità Europea attraverso il dictac della Merkel sono sufficienti in qualche mese a sconfiggere il rischio di fallimento delle nostre economie? Non c’è il dubbio che o si è stati prima troppo catastrofici o si è ora troppo ottimisti ? La realtà che ci circonda sembra suggerire che tutti i dati della nostra condizione economica mostrano la presenza di una gravissima difficoltà in tutti i settori a trovare risposte che aumentino l’occupazione e concorrano ad un nuovo sviluppo. Naturalmente, poiché Monti è il nuovo Garibaldi di cui non si può parlar male, è conseguenza che tutta la protesta convulsa che si sviluppa nel paese e che “mobilita” le varie “ corporazioni” d’interessi venga stigmatizzata come forma di plebeismo ottuso e infiltrato da poteri mafiosi e clientelari" .
"Da Lerner a Bolzoni la Sicilia degli autotrasportatori e agricoltori viene rappresentata come un coacervo di arcaismo familistico e di mafiosità minacciosa. Questi prestigiosi opinion leader dimenticano che il nobile Guido Carandini guidò la rivolta degli agricoltori e degli allevatori che praticarono diversi blocchi stradali nel Lazio contro la politica italiana subalterna nei confronti dell’Europa. In realtà, sotto l’apparente paradiso montiano che il sapiente Passera illustra come un modello di cooperazione di tutti gli italiani per il bene comune, ribolle una società frantumata e meschinamente egoista, che sta producendo, di fatto, una rovinosa frantumazione del Paese in mille leghe locali e in mille rivendicazioni separatiste……scardinando la solidarietà sociale, alimentando la guerra di tutti contro tutti.""Le famose tasche delle persone in carne e ossa hanno nella maggior parte dei casi subito intrusioni e imposizioni che ne hanno ridotto lo spazio fino a diventare soltanto taschini, dove conservare solo la moneta metallica.”
Infine ci piace riportare il seguente giudizio che dà l’esatta raffigurazione del pensiero di gran parte d’italiani: “ I rapporti dell’Istat, della Banca Centrale e di tutti gli istituti di ricerca sottolineano la divaricazione crescente tra la piccola percentuale di ricchi che non soffre alcuna limitazione e la maggioranza del popolo che è spinta verso le soglie di povertà”. “C’è un malessere nel Paese che ha radici profonde nella crisi italiana della seconda Repubblica che non può essere cancellata dai sondaggi di Pagnoncelli sull’apprezzamento di cui il governo Monti continua a godere tra gli italiani”.
Seguono note biografiche del Prof- Pietro Barcellona
Nato a Catania nel 1936, Pietro Barcellona rappresenta una delle più originali figure di intellettuali della contemporaneità, riferimento per intere classi dirigenti che si sono formate ai suoi insegnamenti.
Docente di “Diritto Privato” e “Filosofia del Diritto” nelle Università di Catania, Palermo, Firenze e Roma, ha accompagnato l'attività accademica a un intenso impegno politico e culturale.
Vastissima la sua produzione scientifica testimoniata dagli oltre ottanta volumi dedicati alle relazioni tra Diritto, Società ed Economia, alla matrice Mediterranea della cultura occidentale, alle dinamiche della psiche e ai processi sociali dell’età globale indagati con spirito innovativo.
Nel 1976 diviene membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura e tre anni più tardi anche parlamentare alla Camera dei Deputati, di cui fu membro fino al 1983.
Nel 1993 assume la presidenza del “Centro Studi e iniziative per la Riforma dello Stato”, associazione volta a stimolare il dibattito nazionale tra partiti, istituzioni e studiosi sul tema dei diritti, della legalità e delle riforme istituzionali in Italia.
L'impegno come giurista, docente universitario, filosofo ma anche come poeta, pittore e commentatore politico lo rende un promotore della crescita culturale della comunità catanese.
Direttore di numerose collane editoriali di rilievo nazionale, è promotore di proficui scambi scientifici ed intellettuali con i maggiori pensatori contemporanei: convegni internazionali, seminari, pubblicazioni di articoli su quotidiani ma anche corsi di Alta formazione come i “Dialoghi di Aragona”, luogo del suo più recente impegno orientato al sostegno delle nuove generazioni nella ricerca scientifica.
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