 di Mirko Tomasino Il clima tra maggioranza e opposizione in seguito all’emanazione del decreto interpretativo che ha permesso di recuperare una sola lista del Pdl (Lombardia) e escludere quella in terra laziale, si è ulteriormente deteriorato e inasprito. Premesso che in questa sede abbiamo fin dall’inizio condannato la leggerezza e la superficialità di alcuni dirigenti del Pdl nella consegna delle liste,.....leggi articolo
ma è altrettanto vero che una competizione elettorale senza il partito di maggioranza significherebbe svolgere una tornata elettorale priva delle basilari regole della democrazia. A quanto pare, la sinistra, è questo ciò che vuole, e la sentenza del Tar che ha estromesso la lista della candidata Polverini in Lazio, lascia presagire ai progressisti la possibilità che lo svolgimento di una competizione elettorale senza il Pdl sia una grande manifestazione di democrazia e attuazione delle regole e non una totale assenza di principi democratici e di giustizia. A gettare ulteriori ombre su una vicenda che assume, ogni giorno che passa, contorni sempre più foschi, è la rivelazione filmata secondo cui i Radicali avrebbero impedito ai dirigenti del Pdl, in sede appropriata, di consegnare in tempo le proprie liste sviluppando una gazzarra di buone proporzioni. Appare sensato, a tal punto, la decisione di Berlusconi, di far valere il principio di rappresentanza popolare e di espressione democratica del voto (dato che storicamente non appartiene alla sinistra) attraverso la manifestazione romana del 20 marzo, in cui tutti gli elettori e i simpatizzanti del centro-destra faranno sentire la propria voce in un momento in cui si è creata una grossa frattura nell’ambito dell’espressione democratica del diritto di voto. Ovviamente, la sinistra, da un quindicennio circa priva di qualsiasi contenuto politico e di un programma valido da poter sottoporre agli italiani, valuta questa decisione del Pdl come la solita operazione di facciata, non comprendendo come, invece, la loro manifestazione di piazza che si terrà sabato sarà l’ennesima dimostrazione di come la mentalità comunista di questi signori non si è modificata nel tempo, attestandosi su principi antidemocratici e di adulazione delle masse. Questo episodio, ci riporta a circa trent’ anni fa, allorquando un adulto Montanelli sul “Giornale” finanziato da Silvio Berlusconi, smentì, riuscendoci, il mondo dei radical-chic e dei soloni della sinistra (Scalfari, “Repubblica-Espresso” e Ottone, “Corriere della Sera”) allorquando disse pubblicamente di come il “compromesso storico” avrebbe pesato sul futuro politico del Paese proiettato verso una “democrazia” di tipo popolare comunista. In quell’occasione Montanelli fu tacciato e invitato a non partecipare ai dibattiti televisivi dai signori della democrazia e dell’uguaglianza incarnati in Eugenio Scalfari e Piero Ottone, i quali teorizzavano, negli anni ’70, un terrorismo solo di destra e la presenza di “sedicenti” Brigate Rosse. Da allora nulla è cambiato. La storia si ripete facendo rimanere inalterato il ruolo dispotico e antidemocratico della sinistra italiana. |