|
di Aldo Canuto
“ Integrare la Giunta comunale ridando centralità alla politica “, questo l’invito dell’on.Salvo Pugliese del Pdl, rivolto al sindaco Stancanelli, dopo la sortita, sullo stesso argomento del ministro La Russa, in visita a Catania. C’è stata la replica del sindaco al ministro della Difesa, suo sostenitore politico, per ribadire che la giunta tecnica non si tocca, quindi chiudendo la porta al ritorno della politica nel governo attivo del comune etneo. ....leggi tutto
I supporti di programma della giunta tecnica, dovevano essere gli “ Stati Generali”. Il servizio di Mario Barresi, sul quotidiano “ La Sicilia” di ieri 19 marzo, ha documentato il fallimento totale di questa iniziativa. Le motivazioni le hanno fornito tutte le “intelligenze” catanesi che, in questi “Stati,” si erano proposti con entusiasmo e volontà “creativa”. Basti riportare, in questa sede, le dichiarazioni di Simone Di Stefano: “…è stata una delusione”; ancora Floriana Coppoletta:……Le istituzioni? Non ci hanno risposto, attendo un appuntamento con il sindaco da quattro mesi”; Alessio Vasta…….l’iniziativa è stata uno spreco di tempo e di risorse”. Qui ci fermiamo, anche gli altri interpellati, si trovano sulla stessa linea: delusione, delusione ! Non intendiamo mettere in croce il nostro sindaco che ha tanti meriti acquisiti in questi due anni di governo della città , il primo,prioritario, quello di avere sottratto dal disastro finanziario l’ente comune, ereditato dall’amministrazione Scapagnini, ciò non è da poco! La critica legittima, che da più parti viene alimentata, è quella di avere seguito l’infelice esempio di Raffaele Lombardo, mettendo alla porta la politica, con la illusione che bastasse questo gesto per avere un percorso di governo agevole, operativo che raccogliesse consensi e realizzasse quella stabilità necessaria per affrontare, non solo i temi drammatici della finanza comunale, ma anche quelli dello sviluppo economico di Catania, chiamando, al di fuori della politica i “cervelli” pensanti, amanti del bene comune, affidando loro progetti di crescita sociale, economica, culturale,vivibilità ecc… In atto la situazione, che si è determinata, è quella di un governo regionale alla ricerca di una maggioranza, dopo il terzo governo costituito; il Comune di Catania con una giunta che non ha maggioranza di sostegno in consiglio, basti ricordare l’approvazione Piano Casa con i voti dell’opposizione Pd e destra di Musumeci; Pdl,Mpa,Udc,Pdl-Sicilia, in quella occasione, assenti. Il sindaco di Catania ritiene, nonostante tutto, andare avanti così? E’ una sua scelta che, né i partiti che lo hanno eletto,né i catanesi possono approvare. La Città ha tanti problemi scottanti da risolvere, sempre quelli che non è il caso ricordare, uno in particolare si, il lavoro. Quello esistente si riduce, giorno per giorno, creando disoccupazione e forte disagio sociale in tutti i settori: commerciale, artigianale, industriale, agricolo; è un’emergenza che necessità mobilitazione sociale, politica a tutti i livelli. Sarà un autunno “caldo” di difficile gestione anche per i sindacati che farebbero ottima cosa a sollevare ai livelli confederali di pertinenza il “ Caso Catania” alla stregua dei casi di Napoli, Bari, Palermo. Domanda conclusiva: nei mesi che ci attendono, probabili crisi nazionale, regionale, chiediamo al sindaco di Catania,può andare avanti con la giunta tecnica, gli Stati Generali ? Tutti bravissimi, ma al di fuori della politica che , piaccia o no, è sempre chiamata, per scelta dei cittadini, a guidare democraticamente, con tutte le contrapposizioni inevitabili, i destini delle comunità ? Non vorremmo che alcune remore fossero attribuibili alla collocazione personale del primo cittadino in caso di elezioni nazionali! E’ solo un pensiero “maligno” che, certamente, non è presente nella mente del nostro primo cittadino di Catania.AC |