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di Mirko Tomasino
Panico tra i finiani E’ un agosto “caldoâ€. Di questo ce ne siamo accorti fin dalle prime battute di luglio, allorquando un irrequieto Gianfranco Fini poneva definitivamente le basi per la scissione con il Pdl del patron Berlusconi..............leggi tutto
La fretta, come recita il proverbio, è spesso cattiva consigliera e in questo caso la stessa sorte è toccata ai finiani, i quali, impazienti di scaricare il premier e i berluscones non hanno fatto i conti con la possibilità , seria e credibile, di andare alle elezioni anticipate senza dei risultati certi. Il convegno del Pdl organizzato da Berlusconi in questi giorni a Palazzo Grazioli, ha dimostrato come i quattro punti ( fisco, giustizia, sud, federalismo, più il tema della sicurezza) proposti dal premier nell’ambito di una nuova (ma non eterna) alleanza con Fli siano stati accettati dai nuovi fuoriusciti del Pdl. “Il documento varato dal vertice del Pdl è condivisibile al 95%. Alcuni punti sono addirittura lapalissiani, la fiducia sembra scontataâ€, ha sottolineato il presidente dei deputati di Fli, Italo Bocchino. “Nessuna sorpresa, è un documento lapalissiano perché chiede cose che sono in gran parte già nel programma del Pdl. Rimane aperta solo la questione del processo breve. È una vittoria di Finiâ€, ha aggiunto Bocchino. Moderata soddisfazione anche dal presidente della Camera (su cui da giorni tuona il senatur Bossi in attesa di immediate dimissioni) il quale dichiara che la fiducia verrà votata al 95 percento anche se rimane in attesa di “vedere meglio†i punti proposti dal presidente del Consiglio. Sembrerebbe che si sia entrati nella sfera tipica del “volemose beneâ€, anche se questa sicurezza ostentata da Fli nasconde una grande impreparazione della politica italiana verso probabili elezioni anticipate. Solo Lega Nord e Pdl, in questo momento, appaiono come le uniche formazioni politiche credibili in grado di affrontare la sfida delle urne anticipate, per il resto si possono avanzare solo ipotesi o fantasticare su probabili alleanze a geometrie variabili le quali concederebbero molto spazio alla fantasia e poco alla realtà concreta. Dure le reazioni da parte dell’opposizione (comincia a scricchiolare anche la sicurezza ostentata da Di Pietro sul tema delle elezioni anticipate ) la quale per bocca del segretario del Pd Bersani dichiara: “Berlusconi certifica il fallimento di questi due anni di governo: adesso la parola è al Parlamento†mentre Antonio Di Pietro leader dell’Idv appare sempre caustico verso il premier: “Berlusconi finalmente getta la maschera e dice in realtà che cosa vuole: una giustizia a suo uso e consumo, un fisco che assicura impunità agli evasori e un politica economica solo a favore della cricca piduista di cui fa parte», ha dichiarato l’ex pm di Mani Pulite che aggiunge: “è l'ora di mandare a casa il satrapo nostranoâ€. |