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Si avvicina la ripresa dell’ attività politica, dopo la pausa estiva, e alcuni nodi, a settembre, verranno al pettine.I cinque punti posti dal premier, come “ultimatum” ai finiani, per stare dentro o fuori il Pdl e quindi nel governo, saranno oggetto di ampia discussione in Parlamento, dall’esito dipenderanno le sorti della legislatura. Non meno delicato, sul piano politico, il groviglio in cui è intrappolato il Pdl siciliano, tra i finiani siciliani Briguglio – Granata e il Pdl- Sicilia del sottosegretario Gianfranco Miccichè. Il collegio dei probiviri del Pdl, infatti, a settembre, dovrebbe esaminare i casi di Granata,Briguglio, Bocchino e la nascita del Fli.........leggi tutto
E’ partito il conto alla rovescia per Gianfranco Micciché e i deputati del Pdl usciti dal gruppo parlamentare lealista per costituire il Pdl Sicilia. Il settembre nero, accanto agli appuntamenti che cambieranno la storia della legislatura, ne annovera uno che, seppure indirettamente, riguarda i ribelli siciliani. Il 17 settembre dovra’ riunirsi il collegio nazionale dei probiviri del Pdl per decidere la “pena” da comminare ai tre finiani che hanno attraversato le scelte del Leader e le hanno commentate negativamente ed in pubblico, esprimendo punti di vista e assumendo iniziative che avrebbero danneggiato lo schieramento di appartenenza. Invero, non c’e’ un vero e proprio capo di accusa ne’ e’ stata elaborata una requisitoria preliminare di cui si avesse notizia. Ma come faranno a comminare una pena ai finiani senza disseppellire il Pdl Sicilia? In linea puramente teorica i probiviri possono fare quello che vogliono e affastellare buoni motivi senza difficolta’, avendo l’imbarazzo della scelta, per quel che e’ avvenuto, ma anche il processo di Norimberga – messo in piede dai vincitori con ben solide e giustificatissime accuse – teneva d’occhio l’opinione pubblica e non pote’ permettersi di ignorarla un solo momento. Una volta deciso il “processo”, le regole vanno salvaguardate. La decisione, perche’ sia condivisa, deve apparire giusta e non discriminante. Se si espellono dal Pdl coloro che hanno costituito gruppi parlamentari autonomi alla Camera ed al Senato, si dovra’ fare altrettanto con i siciliani che hanno da quasi un anno fatto la stessa cosa senza che accadesse nulla. E’ gia’ palese la diversita’ di trattamento, perche’ non c’e’ stato alcun deferimento dei “ribelli”, ne’ il collegio nazionale dei probiviri ha assunto alcuna decisione di esaminare la questione, che e’ stata semplicemente ignorata, perche’ Silvio Berlusconi, a piu’ riprese, ha fatto sapere di volerla avocare a se’ e “chiuderla” in tempi brevi. Cosa che non e’ avvenuta. Il “processo” ai siciliani Briguglio e Granata non avrebbe alcuna credibilita’ se fra gli imputati non ci fossero gli altri siciliani, colpevoli della medesima trasgressione, cioe’ la costituzione di un gruppo parlamentare autonomo, il Pdl Sicilia. Il collegio dei probiviri non e’ stato ancora formalmente incaricato di occuparsi della questione siciliana, ma e’ assai probabile che il problema venga sollevato, altrimenti non avrebbe alcuna credibilita’ “l’udienza” dedicata a Bocchino, Granata e Briruglio. Nel Pdl lealista siciliano, forse alla vigilia di questa importante riunione del collegio dei probiviri, hanno fatto partire strali contro Micciche’ e i suoi di rara efficacia: un cahier de doleances che trova appigli nella realta’. Siano buone o meno le ragioni del dissenso, e’ difficilmente contestabile il fatto che il Pdl Sicilia costituisca una scissione e come tale vada considerata. Queste domande sono in molti a farsele e peseranno sull’esito delle decisioni del 17 settembre, una data che non potra’ essere ignorata nemmeno da Micciche’. Sia o meno in una botte di ferro, l’anomalia del sottosegretario dovra’ essere sanata. E’ lecito attendersi, dunque, che ci siano altri tentativi romani di riportare a casa Micciche’ ed altrettante iniziative siciliane per evitarlo. Tentativi che potrebbero non andare in porto, tenendo conto che altri esponenti berlusconiani del Pdl Sicilia, come Dore Misuraca, deputato nazionale, allargando le braccia ha detto di doversi arrendere all’evidenza, non ci sarebbero le condizioni per riportare unita’ nel Pdl siciliano. Tratto da SiciliaInformazione |