Vertice fiume a Palazzo Grazioli sul processo breve. A colloquoi con il premier Alfano, Ghedini, Frattini, Tremonti e Letta. Il presidente del Consiglio elabora la linea su cui incalzare Futuro e libertà.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il responsabile giustizia Pdl Niccolò Ghedini, sono da poco arrivati a Palazzo Grazioli per incontrare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Sul tavolo dell'incontro, probabilmente una colazione di lavoro, vi sono - a quanto si apprende - i provvedimenti in tema di giustizia in cantiere nel governo ed in particolare il cosiddetto 'processo breve'.
BOCCHINO (FLI), ASPETTIAMO GOVERNO SCIOLGA NODI - "Il testo sul processo breve era finito su un binario morto al Senato per le perplessità circa il danno arrecato ad un numero elevato di procedimenti pendenti. Aspettiamo che il governo ci illustri come sciogliere questi nodi". Italo Bocchino, presidente dei deputati di Fli, interpellato telefonicamente dall'Ansa, rilancia nel campo del Pdl la palla della 'trattativa' sul processo breve. "Aspettiamo di sentire l'intervento di Fini a Mirabello", aggiunge Bocchino che valuta "positivamente l'atteggiamento della Lega Nord" in modo che - spiega - "si possa tornare a parlare di politica".
BERSANI, CON BERLUSCONI DIFFICILE CAMBIARE PROCESSO BREVE - Che i finiani e il Pdl si stiano mettendo d'accordo "per adesso sono cose ipotetiche, ma il vero problema è quello della norma transitoria": lo ha affermato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, rispondendo ai giornalisti a Torino. "Credo che la questione - ha continuato Bersani - sia la norma transitoria, tutto il resto è un tema che può essere discusso sulla base di una riflessione sul sistema giustizia. Ma se siamo arrivati fino a questo punto - ha rimarcato - credo che la norma transitoria sia il tema del contendere e credo che rimuoverla per Berlusconi sarà sempre più difficile".
F.CRISTIANA: AIUTARE FAMIGLIE,PROCESSO BREVE FALSA PRIORITA' - L'Italia è la "cenerentola d'Europa per la famiglia" e intanto è "alle prese con false priorità ed emergenze, come il cosiddetto 'processo breve'". Lo scrive Famiglia Cristiana nell'editoriale del numero in uscita domani. "Adesso che le elezioni anticipate appaiono scongiurate - si legge nell'articolo -, il Governo s'appresta a portare in Parlamento un'agenda di cinque punti su cui chiedere la fiducia. Il piatto forte, naturalmente, è la giustizia. O meglio, il "processo breve" che, per renderlo meno indigesto all'opinione pubblica, si chiamerà "processo in tempi ragionevoli". E che avrà una corsia preferenziale, grazie a risorse e investimenti straordinari. Da reperire, a ogni costo, sia pure in tempi di ristrettezze". "Ma a settembre - prosegue Famiglia Cristiana -, con la ripresa scolastica, le famiglie avranno altre priorità: lavoro e lotta alla povertà, innanzitutto. Le fabbriche riaprono i cancelli, ma circa cinquecentomila posti sono a rischio". Secondo il diffuso settimanale cattolico, che cita anche i recenti dati del ministero dell'Economia, "l'Italia è la cenerentola d'Europa, fanalino di coda nel sostegno alle famiglie". "Per i politici - scrive - il benessere della famiglia non è bene prioritario, ma merce di scambio, in una logica mercantile che mira a interessi di parte e non al bene comune". Intanto, "nel welfare familiare ci superano Paesi come Cipro, Estonia e Slovenia. Peggio di noi fanno solo Malta e Polonia".