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di Mirko Tomasino
Silvio Berlusconi definì nella sua precedente visita a Roma il leader libico come un “cliente un po particolare”. Definizione un po riduttiva per chi, come il colonnello in questione, ama definirsi dal lontano 1969 “Guida della Rivoluzione” del proprio Paese. Anche in questa ultima vacanza romana, il colonnello Gheddafi, storico leader maghrebino, ha fatto parlare di se.......leggi tutto
Attorno a lui ha radunato molte belle fanciulle per diffondere il verbo islamico e ha ribadito un concetto chiaro non solo al governo italiano ma anche all’Unione Europea: cinque miliardi di euro all’anno da stanziare alla Libia per contenere il fenomeno dell’immigrazione di cui il paese nordafricano ne è principale sentiero di smistamento. Non entriamo nel merito della vicenda del rapporto che intercorre tra il premier e il colonnello Gheddafi, ma ci risulta un po eccessiva la pretesa di islamizzare il nostro continente. All’interno di questo dibattito (una provocazione dal dubbio gusto) è intervenuto anche Maurizio Lupi, cattolico liberale deputato del Pdl, Mario Mauro e anche Marco Tarquinio di “Avvenire”- lo storico giornale della Cei- il quale ha condannato le pretese avanzate dal leader libico. Vada per i compromessi economici che ciascuno governo, destra o sinistra che sia, in periodo di vacche magre e di crisi economica, deve necessariamente portare avanti ma l’idea balorda di cambiare il credo religioso di un Paese sa di pacchianata e pretesa infondata. Gheddafi, per la caratura morale del soggetto in questione, non dovrebbe dare lezioni a nessuno: non può dare lezioni di democrazia liberale al nostro Paese e all’Europa, non può impartire lezioni sul trattamento riservato alle donne e men che meno sulla violazione dei diritti umani e conseguenti scelte religiose. Ricordiamo come, alcuni anni fa, all’atto del varo della Costituzione Europea, proprio Berlusconi, il quale non rappresenta l’esempio del cattolico alla Andreotti o alla De Gasperi per capirci bene, contestò la Francia allorquando non inserì nella sua parte i precetti giudaico-cristiani su cui è stata fondata l’Europa. Non è un fatto di mero perbenismo o strisciante osservanza della dottrina cattolica, si tratta del credo di un principio che da millenni ha guidato l’Europa senza che gli svariati Gheddafi di turno abbiano mai influenzato la tradizione europea. Il leader libico, adesso, è tornato di nuovo a Tripoli, tessendo le lodi della ritrovata amicizia con il nostro Paese e con il presidente del Consiglio, senza però aver ricevuto le adeguate contestazioni allorquando ha proferito parole irriverenti come queste. E se qualcuno di noi avesse fatto lezioni di cristianesimo a Tripoli? Con l’aria che tira in quel Paese, le reazioni non sarebbero state lasciate di certo alla semplice immaginazione. |