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di Mirko Tomasino
La strada della crisi di governo passa anche per il gossip di Angela Napoli, senatrice pidiellina confluita nella corrente finiana di Fli prende la parola su “Klauscondicio” – il programma televisivo condotto dal massmediologo Klaus Davi - e parla, durante la lunga intervista, di come alcune sue colleghe sono entrate in Parlamento. «Non escludo che senatrici o deputate siano state elette dopo essersi prostituite.............leggi tutto
Purtroppo può essere vero e questo porta alla necessità di cambiare l'attuale legge elettorale» afferma la senatrice Napoli aggiungendo che “E' chiaro che, essendo nominati se non si punta sulla scelta meritocratica, la donna spesso è costretta, per avere una determinata posizione in lista, anche a prostituirsi o comunque ad assecondare quelle che sono le volontà del padrone di turno». Parole dure, quelle proferite dalla seguace finiana, le quali trovano immediata smentita da parte del leader di Fli e presidente della Camera, Gianfranco Fini, che, perentorio, ammonisce la sua seguace con queste parole: «Ledere la dignità delle deputate con accuse generalizzate quanto teoriche, e quindi indimostrabili, non può essere consentito ne‚ per il rispetto che si deve al Parlamento ne‚ per la considerazione che si deve avere per tante donne che, al pari dei colleghi di genere maschile, fanno politica con passione e disinteresse. Mi auguro che l'onorevole Angela Napoli, proprio perchè‚ a pieno titolo rappresenta da anni questo di genere di impegno politico, ammetta la gravità delle sue parole e se ne scusi». Immediate le reazioni stizzite delle colleghe parlamentari – dalla Mussolini alla Golfo fino ad arrivare alla Lorenzin – le quali minacciano querele contro le accuse lanciate dalla collega senatrice. Le scuse della finiana non si sono fatte attendere, e , nello stile tipico che contraddistingue questa ultima parte di legislatura, ad una affermazione segue subito immediata smentita della stessa. «L'intervista, che ha spaziato su numerosi argomenti, - spiega la Napoli - conteneva mie dichiarazioni molto più importanti rispetto a quelle relative all'attuale legge elettorale, dove, tra l'altro, alla domanda del conduttore se ritenevo che alcune colleghe sarebbero state elette dopo essersi prostituite, ho risposto: "non lo escludo". Non penso che con tale affermazione io abbia inteso criminalizzare le colleghe del Parlamento italiano, ne ritengo che debbano sentirsi da me oltraggiate coloro, e sono convinta la stragrande maggioranza, che hanno conseguito meritoriamente il seggio parlamentare e, comunque, me ne scuso. Ritengo che in questo momento la politica italiana necessiti di un confronto su ben altri ed importanti argomenti e, pertanto, chiudo alle varie provocazioni che in queste ore continuano a essere lanciate». |