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di Federico Garimberti
i "Si va avanti tranquilli, i numeri ci sono". Silvio Berlusconi, a notte fonda, ostenta sicurezza. Forse per convincersi che l'unica arma che gli rimane per evitare le urne, quella dell'autosufficienza da Gianfranco Fini, rischia di non bastare. Oggi, nel corso di un vertice con parecchi ministri provenienti da Forza Italia (ai quali poi si sono aggiunti gli ex aennini Ignazio La Russa, Altero Matteoli e Maurizio Gasparri) lo ha ripetuto più volte: anche senza i finiani possiamo raggruppare un numero sufficiente di parlamentari tale da neutralizzare l'eventuale fronda di Fli.............leggi tutto
Tutti quelli che lo incontrano dicono la stessa cosa: Berlusconi è ottimista, fiducioso. Dopo il pessimismo e il disorientamento dei giorni scorsi, è tornato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Una serenità, però, che l'eventuale autosufficienza da sola non sembra giustificare. Anche perché le ferree leggi del pallottoliere non offrono molti margini. L'asticella di Montecitorio (al Senato la nascita di Fli ha creato meno problemi ai berlusconiani) fissa la soglia della maggioranza a 316 voti su 630. A ranghi completi, e senza i finiani, il centrodestra si ferma a 306 deputati. Ai quali però si devono aggiungere i 5 eletti con il Mpa di Raffaele Lombardo che ieri, in cambio di laute promesse, ha assicurato fedeltà al Cavaliere. Ne mancano ancora 5. Un numero esiguo, assicurano i 'ragionieri' di via dell'Umiltà, facilmente raggiungibile se andasse in porto il corteggiamento in atto con i Liberaldemocratici (3 deputati), con 'Noi Sud' (altri 5), con altri deputati del gruppo misto e magari con qualche finiano 'moderato'. Accarezzando magari il sogno di costituire, un giorno, un nuovo gruppo parlamentare che li riunisca tutti. Ecco perché, sostenuto dalle 'colombe', Berlusconi oggi ha ripetuto che la maggioranza rischia di essere persino più larga dell'inizio della legislatura. Ma avere due, tre o anche 5 deputati in piu" non è certo una garanzia contro il rischio logoramento, soprattutto per una maggioranza che proprio alla Camera, e ben prima della nascita di Fli, ha dimostrato poter andare più volte sotto per le assenze. Un dubbio che molti, leghisti per primi, hanno sottoposto al Cavaliere. A dare una risposta ci prova La Russa: perché l'operazione riesca "bisogna credere che i 34 finiani dicano la verità" quando assicurano che "vogliono continuare a sostenere il governo". Parole che nascondono un ragionamento in voga a palazzo Grazioli: i finiani hanno detto che sono pronti a votare il 95% dei cinque punti elaborati al fine estate. Ciò significa che, se non si rimangeranno la parola, saranno pochi i provvedimenti in cui l'autosufficienza sarà davvero necessaria. Uno di questi casi, nonostante in questi giorni Berlusconi abbia accantonato (non superato) il tema, potrebbe essere un provvedimento che svolga la funzione di 'scudo' giudiziario per i processi al premier. Argomento col quale Berlusconi è convito di poter convincere Bossi. "Credo che prevarrà la ragionevolezza e la saggezza anche da parte della Lega", ha pronosticato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Per riuscire a far desistere il Senatur dalla corsa verso le urne, però, il Cavaliere avrà bisogno di qualcosa di più di un pallottoliere. Dovrà dimostrare di poter davvero essere autosufficiente dai finiani anche in Aula. Per farlo, assicura un ministro di peso, utilizzerà l'intervento di fine settembre. "Dirà senza sconti a Fini ciò che vuole fare", assicura un altro berlusconiano di prima fila. Il premier non ha ancora deciso quanto 'salato' sarà il conto da presentare al presidente della Camera. Potrebbe fare un discorso durissimo, proprio per impedire ai deputati di Fli di votarlo e dimostrare che anche senza di loro la maggioranza c'é. Ma potrebbe anche non esacerbare i toni, ottenere i voti delle truppe finiane e dimostrare che anche senza di loro l'autosufficienza non è un miraggio. Berlusconi: maggioranza può tenere. Bossi: daremo voto in Aula a premier 09 settembre, 23:39 Ritorna alla news |