di Alfonso Abagnale
ROMA - L'Italia fa di nuovo il pieno nell'asta di titoli collocati oggi con tassi in calo sotto il 2% e i mercati che mostrano sempre più fiducia nell'operato del governo Monti, ma ciò non basta ad evitare la scure di Fitch. In serata, l'agenzia di rating abbatte di due gradini il giudizio sui titoli di Stato italiani, portandolo ad A- da A+ con outlook negativo e seguendo dunque l'esempio di Standard & Poor's. La mossa di Fitch però non preoccupa il premier Monti. "Fitch? Da parte mia una distaccata serenità", ha commentato il presidente del consiglio, aggiungendo che l'agenzia "rileva cose non nuove e non condanna le attuali politiche" del governo.
Ed in effetti l'agenzia riconosce che solo "il forte impegno" del governo Monti "sui conti pubblici e sulle riforme ha evitato un taglio più severo del rating". Il downgrade dell'Italia riflette la situazione di un "livello elevato del debito pubblico e un basso tasso di crescita che hanno reso il Paese particolarmente vulnerabile", spiega Fitch, sottolineando che a preoccupare è l'aumento dei costi di finanziamento "con l'ampliamento del divario tra tassi di interesse e crescita economica che comporta implicazioni negative sulla dinamica del debito pubblico". Insieme all'Italia sono state declassate anche la Spagna (due gradini ad A da AA-), il Belgio (un gradino ad AA da AA+), la Slovenia (due gradini ad A da AA-) e Cipro (un gradino a BBB-, appena sopra il livello junk, da BBB).









