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di ALDO CANUTO
Ci sembra una grande illusione del movimento di protesta chiamato “ Dei Forconi” pensare che il Governo di Roma, dopo le manifestazioni dei camionisti, pescatori,agricoltori,disoccupati, studenti, costati sacrifici ai cittadini e ingenti danni economici alle attività dell’Isola, possa avere nella sua agenda le soluzioni per risolvere la crisi in cui drammaticamente si trova la Sicilia.C’è stato un incontro romano tra il Presidente della Regione e il premier Monti i cui esiti o promesse non è stato possibile conoscere nei suoi contenuti. Adesso restano in attesa, sostengono i responsabili del Movimento, di alcune risposte del Governo che dovrebbero arrivare entro il 16 febbraio. Ritengono di conseguenza, attraverso alcuni presìdi delle Istituzioni pubbliche, non far dimenticare la loro protesta e l’intenzione di riprendere la “lotta”.....leggi tutto..........
La nostra opinione, fondata sulla esperienza di iniziative di massa di questo tipo, è quella che il ferro va battuto quando è caldo, diversamente diventa impossibile piegarlo agli scopi prefissati. Il Governo centrale, pur lodevole per quanto sta attuando con i suoi provvedimenti “Salva Italia”, dimostra, però, poca attenzione alla questione meridionale aggravatasi, ulteriormente, in questa fase di crisi economica internazionale. In particolare, alla Sicilia sono state tolte ingenti risorse, destinate alla costruzione del Ponte di Messina,al potenziamento di autostrade, porti, aeroporti, ferrovie, per essere trasferite ad altre esigenze di bilancio pubblico nazionale.
La debolezza del Governo regionale, tra l’altro, impantanato in una crisi politica che si trascina da oltre tre anni (è di oggi la richiesta di sfiducia a Lombardo) non può alzare un solo dito per difendere prerogative, diritti dei siciliani sulle fonti energetiche (costo benzina) e chiedere interventi finanziari straordinari. Il mancato utilizzo per investimenti industriali, delle risorse assegnateci dall‘Europa, (siamo stati costretti a restituirle in assenza di progetti esecutivi, capaci di dare lavoro alle migliaia di disoccupati), ci penalizza senza alcuna possibilità di avere alibi ma solo apre critiche politiche dovute alla nostra incapacità di essere classe dirigente a servizio della collettività e non delle nicchie di potere personale o di gruppo.
Se questo è lo scenario, appare impossibile che il "Movimento dei forconi" diviso al suo interno, sostenuto solo a parole dalla politica siciliana, avendo rinunciato ad alcune forme di contestazioni, ormai non più utilizzabili per evitare di tirarsi addosso l’arrabbiatura dei siciliani, possa avere successo. Il nostro è sicuramente il giudizio di un osservatore esterno che non conosce in "toto" la strategie del movimento dei Forconi, quindi forse errato. In questo caso saremmo lieti di prenderne atto. |