
Tutti contro tutti, e con la gente letteralmente con gli occhi fuori dalle orbite. Tema: la questione sanità e i vertici siciliani all’oggi. Cominciamo dai tagli, draconiani secondo taluni, inevitabili secondo altri. Punto di partenza la gestione allegra della salute, disfunzioni e disservizi dei nosocomi, esplosione fuori controllo delle strutture private ma convenzionate. ..
Ed è proprio su queste ultime che arriva la mazzata. Tetti di spesa ridimensionati, associazioni di categoria che fanno pressing e blocco, pazienti sul piede di guerra. E in cima alla piramide del disagio un ex piemme, assurto ai ranghi di assessore regionale, che non vuol sentir ragione. Il magistrato in questione, Massimo Russo, ex capofila dell’Anm, si erge a paladino degli interessi generali e si candida a novello Saint-Just per tutti coloro che intendono finalmente far chiarezza intorno alla disfunzione più vistosa dell’ente Regione. Mascella volitiva e toni alla Di Pietro fanno il resto. Il personaggio è muscolare e tosto. Per rimediare al bailamme, intanto, ha nominato una commissione di cinquantuno esperti per “cambiare la sanità”. I prescelti hanno compiti straordinari e, naturalmente, tempi strettissimi. Va da sé che intorno ai fortunati è già polemica. Alcuni sarebbero chiacchierati, altri congiunti dei nuovi vertici locali, molti ignoti al pubblico. Ma se Russo è il vertice e il simbolo dello scontro, il quadro non migliora se i guarda al settore ai politici-politici. In effetti, nella maggioranza è da tempo maretta o forse persino tempesta. Lombardo, padre padrone del Mpa e governatore isolano, dopo aver guerreggiato duro prima delle recenti regionali, ora flirta con l’azzurro Micicché ed entrambi provano a mettere in un angolo l’ex di turno, il discusso ma popolarissimo Totò Cuffaro. Ma i conflitti, secondo copione e secondo intruglio isolano, non sono a senso unico. Così, il presidente del Senato Renato Schifani e il neo Guardasigilli Angelino Alfano parteggiano per il leader Udc, e naturalmente le stesse divisioni si ripropongono nella cosiddetta società civile, dai sindacati alla neo riformata Confindustria locale. Ora, dato che di troppo marasma non si più vivere in eterno, alle baruffe seguono i primi segnali di distensione. Qualche volenteroso ci prova e certi pontieri sono, per l'appunto, al lavoro. I due ex sodali, alleatissimi sino alle elezioni, Lombardo e Cuffaro, dopo mesi di incomunicabilità, l’altro ieri si sono finalmente guardati negli occhi. Al termine del colloquio e al di là dei convenevoli di rito, ognuno ha ribadito il suo punto di vista oltre ad aggiungere qualche frasetta che, magari, suona sibillina. Vedi le assicurazioni del governatore a proposito di un’amicizia che sta tornando e di una fraternità che invece c’è sempre stata. Se saranno segnali di fumo o qualcosa di più corposo, lo si potrà constatare nelle prossime settimane. Un dato comunque è sicuro: il ruolo di Saint Just-Russo sarà uno dei punti dirimente di ogni possibile accordo, nella sostanza il fuoco intorno al quale rinsaldare amicizie oppure confermare la rottura. La partita allo stato dell’opera è aperta, anche se gli interessi politici, sociali, eccetera premono e la posta in gioco, non solo siciliana, resta comunque ragguardevole.( L' Occidente)