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 TORINO, 11 marzo 2010 - Almeno la Juventus non tradisce. I bianconeri regolano il Fulham 3-1 nell’andata degli ottavi di Europa League, riscattando, in parte, le eliminazioni in Champions di Fiorentina e Milan. .....leggi articolo
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Certo, i londinesi sono apparsi tutto tranne che irresistibili, e quindi il successo bianconero va inquadrato nelle giuste proporzioni, però nei 90’ dell’Olimpico la differenza, al di là dei gol di Legrottaglie, Zebina e Trezeguet, cui ha risposto solo un’autorete su tiro di Etuhu, è sembrata netta. Se la Juve ha avuto un demerito, oltre che quello di subìre il solito gol, che stavolta ha originato 10’ di black out totale, è stato quello di non aver chiuso i conti qualificazione in una serata in cui ne avrebbe avuto l’opportunità. Certo, però, che le due reti di vantaggio sono un bel patrimonio, in vista del ritorno tra una settimana nella City. JUVE, PARTENZA LANCIATA — I bianconeri - riproposti da Zaccheroni con il modulo a due trequartisti, Diego e Candreva, che ha funzionato a Firenze - partono sprintando. Trezeguet è ispirato, si vede subito, in crescita di condizione, e quindi velenoso come nelle serate migliori sottoporta. I -
l francese ci prova subito di testa su cross di Marchisio, sul conseguente angolo Legrottaglie salta più in alto di tutti: all’8’ Juve già in vantaggio. Secondo gol stagionale per il difensore bianconero. La partita sembra una discesa che nemmeno all’Olimpiade, per la Juve: il Fulham non impressiona per niente, arruffone in mezzo, in difficoltà sui palloni alti dietro, spuntato davanti. Trezeguet, cui il gol, complice un infortunio, manca dal 2009, ci riprova di sinistro. Niente da fare. Il gol lo trova un altro difensore. Zebina salta due uomini in dribbling, poi incrocia il destro: rete. Un gol da attaccante, poi l’esultanza che sembra polemica: forse ce l’aveva con i tifosi, rei di averlo contestato in passato. Comunque è lo spettacolare 2-0, ed un inedito: primo gol in assoluto in bianconero del 31enne difensore francese, alla Juve dalla stagione 2004-05. La Juve, senza aver fatto chissà che cosa, sembra aver chiuso la pratica qualificazione. CAMBIA TUTTO — Sembra. Perchè un episodio fortunato rimette in gioco gli inglesi. Un tiro di Etuhu dal limite, deviato da Legrottaglie, spiazza Manninger: il Fulham accorcia le distanze. E, improvvisamente, come per un incantesimo, la partita cambia faccia. Gli inglesi si scuotono, arrivano al tiro in carrozza, la Juve sbanda e trema. Manninger tiene su la baracca su un colpo di testa ravvicinato di Hangeland. Pericoloso scampato. -
- David Trezeguet esulta dopo il 3-1. Ap
TRIS BIANCONERO — E nel recupero la Juve si ritrova, improvvisamente come era sparita dal campo, in 10’ di vuoto. Grosso chiama alla prodezza Schwarzer. Ma al 48’, ancora su azione d’angolo, Trezeguet prima colpisce il palo, poi ribadisce in rete (Salihamidizic sfiora soltanto). Nono gol stagionale per il francese. La Juve riprende in mano la qualificazione, va negli spogliatoi con un doppio vantaggio. RIPRESA — Si riparte con Camoranesi al posto di Salihamidzic. Zaccheroni evidentemente vuole insistere e chiudere i conti per non rischiare spiacevoli sorprese al ritorno, a Londra. Ma la partita cala di tono e di ritmo. Gli inglesi non vanno oltre uno sterile possesso palla, la Juve non forza i tempi, evidentemente paga del 3-1. Legrottaglie si fa ammonire per un mani banale, era diffidato, salterà il ritorno. Il Fulham prova una parvenza di forcing finale, robetta. La Juve tiene e porta a casa una vittoria importante. Finisce con i tifosi che chiamano i giocatori sotto la curva: i tempi della contestazione, ieri, sembrano un ricordo sbiadito. Riccardo Pratesi Gazzetta dello sport |