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 - DURBAN, 16 giugno 2010 - Volete una lezione di palleggio? Rivolgetevi alla Spagna. Cercate i tre punti all’esordio? Piazzatevi tutti dietro alla linea della palla e colpite in contropiede (uno dei pochi). La Svizzera mette insieme la prima clamorosa sorpresa del Mondiale sudafricano, mandando al tappeto i campioni d’Europa: 1-0. Dopo essere stata messa all’angolo, ma tenuta in piedi da un avversario che non piazzava mai il pugno da k.o., la squadra di Hitzfeld a inizio ripresa azzecca la sortita vincente con Gelson Fernandes.( Foto Reuters).....continua
il match winner — Origini capoverdiane, centrocampista, classe 1986, cresciuto nel Sion, passato per il Manchester City e oggi al Saint Etienne. E’ questo l’identikit dell’uomo che ha affossato una delle grandi favorite del Mondiale. E’ lui che spinge in rete una palla rimasta in area piccola dopo una azione concitata. E’ l’8’ quando la Svizzera parte in contropiede: Puyol prova un anticipo di testa e lo buca, Derdiyok viene chiuso da Casillas, ma mentre vola in area riesce a toccare ancora il pallone e buttar giù Piqué. La palla resta lì, Fernandes la mette dentro.
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 - Il gol vittoria. Ap
due filosofie — Il vantaggio colpisce la Spagna come un colpo sotto la cintura. Ma come, vale? Vale eccome, nonostante fin lì non ci fosse quasi stata partita. I dati del possesso palla erano imbarazzanti, la Spagna aveva giochicchiato sempre con la palla fra i piedi, mettendo insieme la solita ragnatela. Poi, però, gli svizzeri quasi giustificano la vittoria, ripartendo più spesso in contropriede e centrando anche un palo con Derdiyok, dopo aver saltato due difensori. Glli assalti spagnoli non mancano, Xabi Alonso scuote la traversa, ma per il resto sono palloni al limite spazzati dalla difesa, e qualche uscita di Benaglio.
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 - Festa svizzera. Reuters
copertura perfetta — Portiere protetto da una difesa numerosa. Ottmar Hitzfeld non è uno sprovveduto: sa che i suoi non potrebbero giocarsela alla pari con i campioni d’Europa. Così li piazza tutti dietro alla linea della palla, a difesa dell’area: Senderos esce presto (Von Bergen non lo farà rimpiangere), Grichting non è un fenomeno, ma le spazza tutte (non si sa come) Inler si schiaccia quasi sulla linea dei due centrali, e dà più che una mano. Lichtsteiner si sfianca cercando di lasciare meno spazio possibile a Iniesta, e lo limita per quanto sia possibile a un umano. Sull'altra fascia Ziegler è disciplinato. Sortite offensive? Pochine per un tempo, poi sempre più organizzate, grazie ai palloni recuperati da Huggel e il doppio lavoro di Fernandes, oltre ai chilometri coperti da Lichtsteiner.Fonte Gazzetta dello sport |