Entra in campo Pietro Lo Monaco per mettere ordine in una situazione che rischiava di inasprire inutili incomprensioni, tra dirigenza, allenatore, tifoseria. Lo Monaco ha espresso critiche, molto garbate, per tutti riconducendo il senso del suo discorso all’interesse del Catania,....
alla difesa del patrimonio che questo traguardo rappresenta per la Città, invitando tutti a lavorare per mantenere saldo, inattaccabile il valore di quanto sia stato fatto per potenziare il progetto del Presidente Pulvirenti che non può essere attaccato ingiustamente da chi lavora nell’ombra per creare lacerazioni nel Catania. Ha elogiato Walter Zenga per l’ottima guida tecnica che ha dato ottimi risultati, salvezza 2007 e gli attuali 18 punti a ridosso delle squadre più titolate. Lo Monaco, concludendo la conferenza stampa, ha chiuso ogni polemica invitando i giornalisti a svolgere anche loro, nel rispetto del ruolo di critica e di corretta informazione, un’azione di collaborazione nell’interesse esclusivo del Catania. Riportiamo alcune dichiarazioni di Walter Zenga e di Pietro Lo Monaco :
'Chi ha visto la partita domenica - ha esordito Zenga - avrà notato che sono uscito dal campo scherzando con i miei collaboratori, quindi ero sereno. Io vivo con grande trasporto qualsiasi cosa faccio e do il massimo affinchè la squadra possa soddisfare le esigenze del pubblico catanese e conquistare quanto prima la salvezza, ma alla terza domanda di tono negativo che mi è stata rivolta ho voluto di difendere i miei ragazzi''.
''La mia arrabbiatura - continua Zenga - è nata da un inizio di conferenza stampa che non ritenevo corretto nei confronti di un allenatore di una formazione che aveva appena ottenuto una vittoria importantissima. Il mio unico obiettivo era dare il massimo risalto alla prestazione del mio gruppo. Nessuno voleva mettere in discussione il pubblico o il rapporto con la società. I fischi ci stanno, ma è altrettanto normale da parte mia difendere i giocatori per metterli nelle condizioni di dare il massimo''.
''Sono come uno squalo - aggiunge il tecnico dei catanesi - vado sempre dritto verso l'obiettivo. Se ho polemizzato, l'ho fatto a fin di bene per tutelare i miei giocatori. Avrei dovuto essere un po' più diretto nell'immediato, ma così ho scoperto tanti ''amici'' in più. Lo stress del prepartita è elevato, lo stress della partita è enorme, poi c'è lo stress del dopo partita: a fine gara un allenatore che ci mette l'anima deve anche potersi arrabbiare di fronte ad alcune domande che reputa magari non inopportune, ma quanto meno intempestive''.
L'amministratore delegato, Pietro Lo Monaco, ha concluso : ''E' stato un equivoco, un momento di rabbia non può incrinare una realtà solida come la nostra. Zenga ha entusiasmo e voglia di fare, vive questa esperienza con grande intensità e trasporto, il che non può che deporre in suo favore agli occhi della società. Se possibile, ora lo stimiamo ancora di più".
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